Trasimeno
Collocazione geografica
L’area del Trasimeno si presenta come un anfiteatro collinare che incornicia l’estesa e quasi circolare superficie del lago (126 kmq, il più esteso dell’Italia peninsulare, vincolato come Parco Regionale), eccetto che sulla costa occidentale, dove sfuma in una fascia pianeggiante aperta verso la Valdichiana toscana.
Siamo in una terra di “confine”, dunque, ad ovest della regione.
Una terra permanentemente contesa nella storia tra Arezzo, Firenze e Perugia, soprattutto per la posizione geografica strategica e per la fertilità delle sue terre favorita dal clima leggermente mitigato dalla presenza del lago. E’ stata per lungo tempo sottomessa al dominio di Perugia: il Trasimeno è il “lago di Perugia” secondo i documenti antichi.
Incuneato tra la valle del Nestore e il pievese, snodo verso la Tiberina e l’Orvietano a sud, e il rilievo del Tezio verso l’alta Valle del Tevere (Tifernate) a nord, questo territorio, offre un ambiente tra i più singolari della regione (Grandi bacini lacustri).
Facilmente raggiungibile (lambito dalla ferrovia e dall’autostrada Roma-Firenze, con il suo raccordo verso Perugia), costituisce una delle mete turistiche più frequentate dal turismo straniero che soggiorna nelle nuove strutture residenziali diffusesi nell’immediato entroterra o in antichi casolari ristrutturati.
Le campagne
Il paesaggio del Trasimeno è un paesaggio di “transizione”: la dolcezza del rilievo, le tipologie edilizie e i materiali delle costruzioni rurali (con il maggiore impiego del mattone), assieme ai cipressi che si ritrovano più diffusi che altrove, disposti a filari o a piccoli gruppi, preannunciano ricorrenze più tipiche di paesaggi toscani.
A nord e a est del lago, è l’ulivo a dominare il paesaggio e a segnalare a chi proviene dai dintorni che il lago è vicino.
In corrispondenza dei promontori edificati, gli uliveti lambiscono quasi la costa, risalgono i versanti collinari dove si sono sostituiti ai boschi originari. I sistemi di coltivazione più tradizionali, in coltura promiscua con il seminativo e il pascolo, sono stati spesso soppiantati dalle fasce più regolari e fitte degli impianti specializzati.
Sui versanti di alture presidiate da castelli o borghi abitati, possiamo ancora scorgere i residui di faticose sistemazioni a terrazza, con i muretti a secco o ricavati direttamente nella roccia (a S. Savino e Montemelino, per esempio), un tempo molto più diffuse; mentre oliveti ormai in abbandono si scorgono sui pendii più acclivi, spesso invasi dalla boscaglia.
A ovest del lago, nella piana bonificata, dove lembi di boschi si alternano a vigneti e a seminativi specializzati, gli edifici recenti hanno densificato una campagna punteggiata di vecchie case coloniche isolate, in laterizio e pietra, con tetto a padiglione e pianta pressocchè quadrata, elementi di influenza toscana. Sono il frutto della colonizzazione/appoderamento delle terre sulla base dei contratti mezzadrili, avviati nei secoli XV e XVI dalla grande proprietà nobiliare-ecclesiastica.
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