Teverina
Collocazione geografica e morfologia
Il paesaggio umbro della Teverina si presenta con i suoi contrafforti di bassa e media collina degradanti verso il corso del Tevere.
Siamo in un territorio compreso tra l’area dell’Orvietano a nord-ovest, e separato da questa dal lago di Corbara (Parco Fluviale del Tevere), e i monti dell’Amerino a est, nitidamente segnati lungo il versante di mezzogiorno da aree calanchive. Più a meridione, i monti Narnesi, dominati dalla cima del M.te S. Pancrazio, fulcro di riferimento visivo, separano l’area della Teverina dalla conca di Terni.
Il Tevere è stato il principale elemento ordinatore del paesaggio: prima di lasciare l’Umbria, scorre lento in prevalente direzione nord-sud, al limite dell’area, lungo il confine regionale con il Lazio, ricevendo prima le acque del Paglia e poi quelle più copiose del Nera.
Anche questo, così come altri contesti umbri, è dunque un’area di confine, aperta verso il Lazio (e la Sabina), di cui storicamente ha risentito l’influenza culturale e politica.
Valli fluviali, laghi artificiali, assi di comunicazione
Dopo aver scavato le profonde gole del Forello lasciando Todi e aver formato artificialmente il lago di Corbara, il Tevere, superata l’ampia curva a gomito, ha modellato una valle larga e fertile che si adagia tra Umbria e Lazio. Il nastro infrastrutturale formato dall’autostrada Firenze-Roma e dalle due linee ferroviarie nazionali segna nettamente il paesaggio vallivo, divenendo in taluni casi il principio insediativo dell’espansione edilizia più recente.
Dopo Baschi, verso sud, il fiume scorre con un andamento sinuoso tra diverse superfici di terrazzo alluvionale, fattore che ha condizionato l’insediamento nel fondovalle. Il suo letto è fiancheggiato da una vegetazione ripariale che diventa particolarmente ricca sia laddove non è stata erosa dall’attività agricola di tipo intensivo, sia in corrispondenza del bacino artificiale di Alviano e dell’importante zona umida (Oasi WWF) formatasi per effetto dello sbarramento realizzato dall’Enel a fini idroelettrici (1963).
Più a sud, la stretta valle trasversale del fiume Nera (che compie qui il suo ultimo tratto prima di sfociare nel Tevere) interrompe la continuità morfologica, segnando il passaggio verso l’estesa e movimentata collina meridionale ai piedi dei monti di Narni. Chi arriva in Umbria da Orte, attraversa la valle viaggiando sul raccordo autostradale Orte-Terni o sulla ferrovia per Foligno: la presenza di consistenti concentrazioni a carattere industriale, che si allungano ai lati del nastro infrastrutturale, e della centrale idroelettrica, preannunciano caratteri dominanti del paesaggio della conca di Narni-Terni, di cui non sono altro che l’ultima propaggine.
Ma anche qui, come lungo la valle del Tevere, la presenza del fiume e di un lago artificiale (San Liberato), con la loro vegetazione tipica, caratterizzano l’ecologia del paesaggio, assumendo un ruolo-chiave per un intervento di riqualificazione ambientale dell’intero bacino.
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