Basilica di San Francesco
Piazza San Francesco  06081  ASSISI  PG 
XIII SECOLO

Dove si trova
All'interno del centro storico di Assisi, la poderosa costruzione della basilica di San Francesco occupa l'estremità occidentale del colle Asio.

Perchè visitarla
Formata dalla sovrapposizione di due chiese e dalla cripta, dove è conservato il corpo del santo, è da secoli meta di pellegrinaggi.
L'interno custodisce capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini.

Descrizione
Basilica Inferiore
Si accede alla chiesa attraverso un doppio portale dalle nobili linee gotiche. La facciata è impreziosita al centro da un rosone riccamente scolpito, al disotto un mosaico raffigura San Francesco benedicente.
La semplice pianta originaria a navata unica, dalla tipica forma del tau - lettera dell'alfabeto ebraico con la quale si firmava Francesco - venne ampliata progressivamente fino a raggiungere la forma attuale nel 1367.
L'interno è costituito da massicci pilastri laterali e da ampie volte a costoloni, dipinte in azzurro con alcune grandi stelle.
Nella campata d'ingresso troviamo il monumento sepolcrale della famiglia fiorentina dei Cerchi, primi anni del Trecento, e il monumento sepolcrale di Giovanni di Brienne, re titolare di Gerusalemme e imperatore di Costantinopoli, opera di un ignoto scultore della fine del Duecento.
La navata è decorata da affreschi di un anonimo pittore detto Maestro di San Francesco, eseguiti nel 1253 circa, con storie di Cristo, a destra, e storie di San Francesco, a sinistra.
A metà della navata, due scalette scendono alla cripta in stile neoclassico dove riposa il corpo di San Francesco.
Gli affreschi della navata vennero in parte distrutti nel XIV secolo a causa dell'apertura delle cappelle laterali. A destra, la cappella di San Ludovico, con dipinti di Dono Doni (1575) e Giacomo Giorgetti (XVII secolo) e la cappella di Sant'Antonio da Padova decorata da Cesare Sermei (1610), le vetrate con storie di Sant'Antonio da Padova sono opera di maestri giotteschi (ante 1317).
La cappella della Maddalena con affreschi attribuiti a Giotto e collaboratori, è la terza di destra.
Le quattro vele della volta del presbiterio con Allegorie delle Virtù francescane e Gloria di San Francesco, databili entro il 1322, attribuite per un lungo periodo a Giotto, sono oggi riferibili a due differenti personalità artistiche: il Maestro delle Vele, umbro, e il Parente di Giotto, toscano.
Nel braccio destro della crociera la cappella di san Nicola e la volta sono interamente decorate da maestri giotteschi.
Nella prima fascia di affreschi della volta, ammiriamo la Madonna col Bambino in trono, quattro angeli e San Francesco opera di Cimabue, unico brano superstite della primitiva decorazione del transetto.
Il braccio sinistro della crociera con Storie della Passione di Cristo, è opera del maestro senese Pietro Lorenzetti e aiuti, 1315-1320. All'estremità del transetto si trova la cappella di San Giovanni Battista, dove Pietro Lorenzetti dipinse la Madonna col Bambino tra San Francesco e San Giovanni Evangelista.
La prima cappella della navata sinistra, dedicata a San Martino con storie del santo, è decorata da Simone Martini, 1312-1320.
Dal transetto destro si accede alla sala Capitolare del palazzo Pontificio dove sono conservati alcuni oggetti appartenuti a san Francesco (il cilicio, la tonaca, il calice e la patena), reliquiari (uno contiene la pelle di camoscio utilizzata dal santo per proteggere la ferita del costato) e il testo della Regola dell'Ordine approvata da Onorio III nel 1223.

Basilica Superiore
Si accede alla basilica oltrepassando una delle due porte ai lati dell'abside della chiesa inferiore; oppure dalla piazza Superiore attraverso il portale gotico.
La facciata, molto semplice, è divisa in tre zone, la zona centrale è decorata da un rosone con ai lati i simboli dei quattro Evangelisti. Sul lato sinistro si prolunga la loggia delle Benedizioni, costruita nel 1607 su disegno di Valentino Martelli.
La basilica superiore ha pianta a croce latina.
A differenza della chiesa inferiore, la luce inonda l'ambiente oltrepassando le vetrate realizzate da maestranze nordiche. Attraverso la struttura muraria e l'apparato decorativo si fondono la cultura architettonica italiana e le pure forme del gotico francese con esito davvero sorprendente.
Il transetto e l'abside sono ricoperti da affreschi iniziati dal Maestro Oltremontano e conclusi da Cimabue e aiuti, a partire dal 1277, attualmente visibili allo stato di negativo fotografico, a causa dell'annerimento dei bianchi, dovuto all'ossido di piombo. La Crocifissione di Cimabue (braccio sinistro del transetto) rappresenta l'esempio più suggestivo. 
Il coro ligneo, opera di Domenico Indivini, 1491-1501, decora l'abside e parte del transetto; le tarsie rappresentano i personaggi più insigni dell'Ordine. Al centro il trono papale con ornati cosmateschi, metà XIII secolo.
Le pareti della navata sono interamente percorse da un ballatoio che divide lo spazio scenico in due parti contraddistinte; in alto, storie del Vecchio e del Nuovo Testamento attribuiti ai romani Jacopo Torriti e Pietro Cavallini, seconda metà del XIII secolo; nella zona al di sotto, il ciclo di 28 affreschi, attribuiti a Giotto ed aiuti, con storie della vita di San Francesco, fine XIII secolo, ispirate alla Leggenda Maior di Bonaventura da Bagnoregio. Le scene sono caratterizzate dalla volontà di rappresentare tridimensionalmente lo spazio. L'uso sapiente del colore conferisce agli affreschi un grande realismo e senso plastico, spezzando con forza il convenzionalismo della pittura bizantina.

Due ampie zone della volta dipinta crollarono in seguito al terremoto del 1997: in prossimità dell'ingresso, un arcone con quattro coppie di santi (Benedetto e Antonio, Francesco e Chiara, Rufino e Vittorino, Pietro Martire e Domenico) e la vela della prima campata con San Girolamo, attribuiti alla scuola di Giotto. Vicino l'altare maggiore, il crollo ha interessato una vela della quarta campata, raffigurante il cielo stellato, e la vela attigua con San Matteo e la Giudea, attribuita a Cimabue. Nel 2006 si sono conclusi i restauri che hanno portato al recupero di gran parte dei dipinti, attraverso un lavoro di assemblaggio dei piccoli frammenti superstiti.
Dietro l'abside, una terrazza conduce al salone Gotico del Sacro Convento, sede del museo del Tesoro della basilica di San Francesco e collezione Perkins.

Curiosità
Nel 1228, appena due anni dopo la sua morte, san Francesco venne canonizzato. Il 17 luglio papa Gregorio IX pose la prima pietra sul terreno donato da Simeone di Pucciarello, detto Colle dell'Inferno - qui venivano impiccati e seppelliti i malfattori - poi ribattezzato colle del Paradiso, destinato ad accogliere la chiesa tombale del santo. I lavori vennero eseguiti sotto lo stretto controllo di frate Elia, eletto dallo stesso Francesco vicario generale dell'Ordine. Per volontà del papa il luogo divenne di proprietà pontificia. La grandiosa costruzione fu solennemente consacrata da papa Innocenzo IV nel 1253.

Informazioni e consigli utili
Lasciando il proprio mezzo di trasporto presso il parcheggio San Pietro, si entra in città da porta San Francesco e si percorre via Frate Elia. La piazza Inferiore è percorsa in tutto il suo perimetro da un portico, fine XV metà XVI secolo, destinato all'accoglienza delle folle che arrivano in città soprattutto in occasione del Perdono (2 agosto) e per la ricorrenza della morte del santo (4 ottobre).
Uno scalone a due rampe (XVIII secolo) conduce alla piazza Superiore.
Dalla stazione ferroviaria è possibile usufruire del servizio taxi o di autobus di linea APM che collegano la città a Santa Maria degli Angeli.
Dentro il centro storico possono circolare solamente auto provviste di permesso (ZTL), minibus e taxi.

Per ulteriori informazioni
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica - IAT del Comprensorio Assisano
P.zza del Comune - 06081 Assisi
Tel. 075812534 - 0758138680
Fax 075813727
MAILTO:info@iat.assisi.pg.it

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