Chiesa di San Domenico
Piazza Giordano Bruno  06123  PERUGIA  PG 
urbano

Dove si trova
La chiesa di San Domenico affaccia su la piccola e irregolare piazzetta Giordano Bruno lungo corso Cavour a Perugia.

Perchè visitarla
La chiesa di San Domenico è uno degli edifici religiosi più importanti della città. Si consiglia una visita per il suo maestoso campanile, tra i monumenti più celebri che contraddistinguono la città di Perugia, e per  il monumento funebre del Papa Benedetto XI recentemente attribuito a Lorenzo Maitani su modello di quello del cardinale Guglielmo De Braye, opera di Arnolfo di Cambio, conservata in San Domenico ad Orvieto. Per chi è appassionato di archeologia si consiglia inoltre la visita del museo Archeologico Nazionale articolato nelle due grandi sezioni preistorica ed etrusco-romana.

Descrizione
I domenicani, che giunsero a Perugia attorno al 1230, edificarono tra 1231 e 1260 una primitiva chiesa nell’area ove oggi sorge il chiostro maggiore. Nel 1304, avendo l’ordine assunto un ruolo assai importante in città sia dal punto di vista politico che religioso, si iniziarono i lavori di costruzione per una nuova grandiosa basilica. Secondo la tradizione il primo architetto a guidare il cantiere fu Giovanni Pisano; più probabilmente artefici del progetto furono gli stessi domenicani che operarono sotto la protezione del pontefice Benedetto XI, anche lui domenicano e risiedente in quegli anni in città.
Consacrata da papa Pio II Piccolomini nel 1459, la nuova chiesa a tre navate con copertura a volta sorretta da piloni ebbe  già alla metà del Cinquecento i primi problemi di staticità. All’inizio del Seicento dopo il crollo delle navate (1614-1615) la chiesa venne interamente rifatta su disegno di Carlo Maderno (1629-1632).
L’imponente facciata, che si apre in cima ad una scalinata a doppia rampa,  è ornata da portale di epoca cinquecentesca mentre il fianco e l’abside conservano i contrafforti e le finestre ogivali di epoca Trecentesca.
L’interno, con pianta a croce latina, è caratterizzato da nudità d’insieme. Contrasta con l’austerità delle navate  il gotico fiorito della notevolissima vetrata absidale, datata 1411 e firmata dal perugino Bartolomeo di Pietro e dal fiorentino Mariotto di Nardo. Il finestrone, alto 23 metri, è il più grande dell’epoca dopo quello del duomo di Milano. L’abside conserva nella struttura e negli affreschi delle pareti e delle volte una efficace testimonianza della primitiva ricchezza architettonica e decorativa della basilica. Quanto resta nella navata e nelle cappelle infatti non è che una piccola parte del ricchissimo patrimonio qui un tempo conservato. La dispersione dei beni, che ebbe il suo culmine con le demaniazioni napoleoniche, iniziò ai primi del Seicento quando in seguito al crollo delle navate e alla demolizione delle cappelle, diversi polittici furono smembrati e tolti dalla chiesa.

Tra le opere ancora conservate nella chiesa, nelle cappelle molti dei dipinti sono riferibili ad artisti umbri del XVIII secolo; sul muro di controfacciata è un grande affresco di Anton Maria Fabrizi raffigurante la Madonna con il Bambino tra Santi (1644). Particolarmente interessanti  nella cappella di San Lorenzo il dossale in pietra e terracotta verniciata di bianco di Agostino di Duccio (1459) e nella cappella intitolata a Benedetto XI il monumento funebre del Papa Benedetto XI morto a Perugia nel 1304, recentemente indicato come opera di Lorenzo Maitani  ispirato nelle linee strutturali al monumento funebre del cardinale Guglielmo De Braye, opera di Arnolfo di Cambio, conservata in San Domenico ad Orvieto. Degne di nota anche la cappella di San Tommaso decorata con vari affreschi votivi tra cui l’Uccisione di San Pietro Martire attribuita a Cola Petruccioli (fine XIV secolo), la cappella della Resurrezione o del Rosario che conserva una Madonna con Bambino tra i Santi Domenico e Caterina attribuita a Giovanni Lanfranco e la cappella della Beata Colomba da Rieti il cui altare conserva una copia del XIX secolo da un dipinto dello Spagna oggi in Galleria Nazionale dell’Umbria. 
Il campanile, opera di Gasparino Antonimi della fine del Quattrocento, era sormontato da un’altissima cuspide piramidale che sorreggeva una palla ed una croce. L’altezza complessiva doveva raggiungere i 126 metri di altezza. Nel Cinquecento forse per ragioni statiche  fu mozzato al disopra dei due finestroni gotici.
Il complesso conventuale domenicano, con ingresso a sinistra della chiesa, è dal 1948 sede del museo Archeologico Nazionale.

Curiosità
Tra le opere più celebri erano conservati nell’edificio: la Madonna con il Bambino di Duccio di Buoninsegna; la Madonna con il Bambino di Gentile da Fabriano; il Polittico Guidalotti di Beato Angelico; il Polittico dei Domenicani e l’Adorazione del Magi di Benedetto Bonfigli e la Pala di Ognissanti di Giannicola di Paolo.

Informazioni e consigli utili
La chiesa si trova nella parte meridionale della città ed è facilmente raggiungibile a piedi  lasciando i propri mezzi di trasporto nei parcheggi circostanti il centro storico.

Per ulteriori informazioni
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica - IAT del Comprensorio Perugino

Piazza Matteotti, 18 - Loggia dei Lanari - 06100 Perugia
Tel. 0755736458 - Fax 0755720988
info@iat.perugia.it
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