Spoleto
SPOLETO  PG
Altitudine: 396  Contesto: collina  Centro: medio

Spoleto è dolcemente adagiata su colle Sant’Elia e domina dall’alto la zona periferica della Valle Umbra detta Valle Spoletina. Il fascino della città non deriva solamente dai bellissimi monumenti in essa custoditi, ma anche dal suggestivo paesaggio nel quale è immersa. Alle sue spalle il sempreverde Monteluco, interamente coperto di lecci, è stato scelto dai primi eremiti, giunti dalla Siria già nel V secolo d.C., come luogo prediletto di mistica solitudine. Oggi il monte, ancora incontaminato, ospita antichi eremi ed edifici religiosi di notevole pregio artistico e storico. Da vedere l’abbazia di san Giuliano, villa Lalli (ex eremo di Santa Maria delle Grazie), l’eremo di Sant’Antimo ed il convento di San Francesco.


La prima importante testimonianza di insediamento urbano sulla sommità di colle Sant’Elia si ha nel IV a.C. quando venne edificata la cerchia muraria poligonale. Costituita da enormi massi di pietra calcarea viene detta delle “mura ciclopiche”. Alcuni tratti sono ben visibili nella zona della Rocca dove sono stati trovati frammenti di materiale ceramico e bronzeo, custoditi all’interno del Museo archeologico nazionale, che attestano la presenza di un più antico santuario umbro.


La città romana, colonia nel 241 a.C. e municipio nel 90 a.C., si sviluppa all’interno di questa prima e possente cinta muraria. E’ qui che possiamo ammirare numerose testimonianze di questo lungo e florido periodo. Il foro si trovava nell’attuale piazza del Mercato, da questo partivano il “decumano massimo”, via del Municipio, via del Mercato e via di Plinio il Giovane, e il “cardo”, sezione urbana della via Flaminia - oggi via dell’Arco di Druso e via del Palazzo dei Duchi.
All’interno di questo spazio ben definito sono ancora visibili bellissime testimonianze del periodo come la casa romana, l’anfiteatro, la domus sotto il Municipio, il chiesa di Sant’Ansano, il ponte Sanguinario, l’arco di Monterone e l’arco di Druso e di Germanico.


Dissoltosi l’impero romano, Spoleto fu eletta nel 576 capitale del ducato longobardo. La città esercitava il potere su un vasto territorio che comprendeva l’Italia centro-meridionale, fino al ducato di Benevento. Come testimonianze artistiche di questo periodo rimangono solamente alcuni bassorilievi. Molto probabilmente il palazzo e la cappella ducale si trovavano nell’attuale area occupata dal palazzo Vescovile e dalla romanica chiesa di Sant’Eufemia.


Nel 1155, già libero Comune, Spoleto venne rasa al suolo da Federico Barbarossa. Una simile distruzione accelerò il rinnovamento edilizio già in atto a causa del sensibile aumento della popolazione.
Alle prime chiese romaniche (basilica di San Salvatore, chiesa di San Paolo inter vineas, chiesa di Sant’Eufemia, il Duomo e la chiesa di San Gregorio Maggiore) se ne aggiunsero altre dentro e fuori le mura. Interessanti esempi sono la chiesa di San Pietro, alle pendici del Monteluco, e l’abbazia di San Ponziano, uscendo dalla città poco distante da piazza della Vittoria.

 

Dalla seconda metà del XIII secolo si assiste ad un vero e proprio risveglio urbanistico che porta Spoleto alla conformazione attuale. Nella piazza del Mercato si inserisce il palazzo del Comune. Con l’arrivo degli Ordini mendicanti vennero costruite nuove chiese al limite interno dell’antica cerchia muraria (chiesa di San Matteo, chiesa di San Domenico, chiesa di San Simeone, chiesa di San Nicolò). Risale al 1296 la seconda, ed attuale, cinta urbica munita di porte e torri di guardia. La seconda metà del Trecento è segnata dalla costruzione della Rocca nel punto più alto del colle, importante sede del potere papale al ritorno dalla cattività avignonese. Alle sue spalle si trova il ponte delle Torri, suggestivo elemento d’unione tra colle Sant’Elia e il Monteluco.


Il rinascimento e l’età barocca sono segnati dalla costruzione di meravigliosi palazzi gentilizi che bene si ambientano nella struttura urbana medievale. Tra questi, palazzo Collicola sede del Museo Carandente e di altre mostre temporanee che rientrano nel progetto Palazzo Collicola Arti Visive e palazzo Rosari Spada, ex sede della Pinacoteca comunale ed ora sede del Museo del Tessile e del Costume.

 

Nello stesso periodo vennero edificati la grande chiesa di Santa Maria della Manna d’Oro, la chiesa di San Filippo Neri ed il teatro Caio Melisso.
Nel 1834 l’architetto Ireneo Aleandri progettò il nuovo assetto urbano al fine di permettere un facile accesso carrabile in città, spezzando indissolubilmente l’equilibrio urbanistico durato per secoli. La “Traversa nazionale” va dal ponte Sanguinario di piazza della Vittoria all’ex monastero di Sant’Agata, oggi sede del Museo Archeologico Nazionale.


Dopo l’Unità d’Italia Spoleto perse progressivamente importanza a favore di Perugia. Dal secondo dopoguerra la città è riuscita a reagire diventando stimolante centro di attività e manifestazioni culturali, ne sono esempio il Teatro lirico sperimentale, il Festival dei Due Mondi ed il Centro italiano di Studi sull’Alto Medioevo.

 

Per informazioni:
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P.zza della Libertà, 7 - 06049 Spoleto
Tel. 0743218620 - 0743218621 - Fax 0743218641
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Bibliografia
Gentili L. et al. (1978), L’Umbria. Manuali per il territorio. Spoleto, Roma, Edindustria.
Felici P. & Gentili L. (1986) (a cura di), Spoleto formato cartolina: album di storia urbana 1890-1940, Spoleto.
Salvatori P. (1996), Guida a Spoleto. La storia, gli itinerari, Perugia, Edizioni Era Nuova.
T.C.I. (2004), Umbria, Milano, Touring Editore.

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