SPELLO
PG
Altitudine:
280
Contesto:
collina
Centro:
medio-piccolo
Porta Venere, Spello
Spello si presenta dolcemente adagiata su una stretta propaggine del monte Subasio a dominio della Valle Umbra. Bellissima è la visione dal basso in lontananza poiché la pietra locale bianca e rosa, illuminata dalla luce del sole, crea particolari sfumature cromatiche a seconda delle varie ore della giornata.
Di antica origine umbra, “Hispellum” diventa importante municipio romano. Il suo sviluppo è dato dalla vicinanza con la via Flaminia dalla quale dipartiva la strada che raggiungeva Assisi e Perugia. La “splendidissima colonia Julia” di età augustea (I secolo a.C.-I secolo d.C.), aveva possedimenti all’interno del territorio bagnato dal fiume Clitunno e dell’odierna Civitella d’Arno, presso Perugia. In questo periodo la città si dota di poderose mura con torri e porte (porta Consolare, porta Urbica, porta Venere, porta dell’Arce, arco di Augusto) ed imposta l’assetto urbanistico interno su un unico asse centrale in dolce e costante ascesa (da porta Consolare a porta dell’Arce). Le mura sono tuttora ben visibili e rappresentano una delle strutture fortificate del periodo romano meglio conservate.
Importanti reperti si trovano anche fuori la cinta muraria. Percorrendo la via centrale umbra, tra la chiesa di San Claudio e villa Fidelia, è possibile scorgere ciò che rimane dell’Anfiteatro romano. Significativa recente scoperta è il rinvenimento di una domus (o impianto termale), con mosaici policromi, nell’area adibita a parcheggio nei pressi della torre di Borgo.
Nel VI secolo Spello diventò possedimento del Ducato di Spoleto e perse progressivamente d’importanza; ancora nel XII secolo si presenta compressa entro la cerchia muraria romana organizzandosi in terzieri. Posteruola, si trova nell’area più elevata della città; scendendo, tra via Garibaldi e piazza Matteotti, si percorre il terziere di Mezota; la catena appesa ad un’antica casa, segna il passaggio al Borgo, impostato su via Consolare fino alla porta omonima. Il terziere di Posteruola, antico “cuore” della “spelndidissima colonia Julia”, fu prima castrum longobardo e successivamente Rocca medievale. La zona è oggi occupata dal convento dei Cappuccini che ingloba l’antica pieve, chiesa di san Severino.
Tra il XII ed il XIII secolo come molte altre città umbre, Spello è coinvolta nei conflitti tra papato ed impero.
La popolazione crebbe progressivamente e, nel XIV secolo, nuovi nuclei urbani travalicarono le mura augustee. (la contrada Prato, nei pressi dell’arco di Augusto e Borgo porta Sant’Angelo, fuori porta Venere). Nel 1360 si conclusero i lavori della nuova cinta muraria che ingloba l’abitato nella parte nord.
Nel 1389 la città diviene feudo della famiglia Baglioni passando sotto lo stretto controllo dello Stato della Chiesa. I Baglioni fecero costruire una vera e propria Rocca in piazza della Repubblica, la residenza fortificata cancellò parti del tessuto urbano medievale.
E’ proprio dal XII al XV secolo che Spello assume l’aspetto urbanistico mantenuto ancora oggi. Vennero costruiti numerosi edifici religiosi, tra questi la cappella Tega, Santa Maria Maggiore, San Lorenzo, la chiesa francescana di Sant’Andrea e il monastero di Vallegloria.
Spello, panorama
In piazza della Repubblica si trova il palazzo Comunale Vecchio, sede del Museo delle Infiorate.
Nei secoli XVI e XVII furono edificati imponenti palazzi come palazzo Cruciani e palazzo Urbani, oggi Municipio. Il cinquecentesco palazzo dei Canonici, accanto Santa Maria Maggiore, ospita la Pinacoteca Civica.
Dal Belvedere, nel terziere Posteruola vicino l’ex chiesa di San Martino, è possibile godere di un ampio panorama che spazia sulla Valle Umbra fino a scorgere tutto l’arco collinare da Montefalco ad Assisi.
Uscendo dalla vicina porta Montanara, sulla strada per Collepino è possibile visitare la quattrocentesca chiesa di San Girolamo.
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Bibliografia
Urbini G. (1997), Spello, Bevagna, Montefalco, Associazione Orfini Numeister.
T.C.I. (2004), Umbria, Milano, Touring Editore.