Bastia
BASTIA  PG
Altitudine: 202  Contesto: pianura  Centro: medio-piccolo

Bastia Umbra, l’antica Insula Romana, sorge su un modesto rilievo situato alla sinistra del fiume Chiascio, nell’ampia pianura occupata in epoca Quaternaria dalle acque del Lacus Umber, un lago assai vasto che si estendeva dalla bassa pianura di Assisi e Spello fino a Bevagna. In seguito, l’estinzione del lago lasciò lo spazio ad una pianura acquitrinosa, da cui emergeva la piccola altura occupata dall’insediamento di Bastia, la cui posizione geografica diede luogo al toponimo di Insula. Le più antiche testimonianze di occupazione del territorio (Bastiola, Ospedalicchio, Costano, Campiglione) coprono un lungo arco di tempo che va dall’eneolotico all’età del ferro, per poi ricomparire in modo più consistente tra la fine del periodo repubblicano e la prima età imperiale (I a.C-I secolo d.C), quando il territorio ricadeva sotto la giurisdizione del municipio di Asisium. A questa fase risale probabilmente la lunga attività di bonifica che renderà in seguito la piana fertile.

Situata in epoca medievale in un’area di confine tra longobardi (di Assisi) e bizantini, Bastia comincia a comparire nei documenti pubblici del XI e XII secolo con il toponimo di Insula Romana o Romanesca, in uso ancora nella seconda metà del Quattrocento, nonostante l’affermarsi del nome moderno. In posizione strategica al centro di importanti direttrici viarie fu un importante castello conteso tra Assisi e Perugia e, dal 1431 per oltre un secolo, fu feudo dei Baglioni. Sotto tale signoria Bastia viene investita da un programma di rinnovamento edilizio che interessò in primo luogo il restauro e l’ampliamento delle fortificazioni e della rocca, scelta come residenza della famiglia. Sotto papa Paolo III fu ricostruito il ponte sul Chiascio (1546) che rappresentò un punto di passaggio obbligato e un importante snodo di transito per i pellegrini diretti ad Assisi lungo la Via Francigena, e favorì il sorgere di attività commerciali che ancora oggi connotano l’economia del centro.

Cittadina dall'aspetto prevalentemente moderno, conserva nella struttura urbanistica l'antico impianto medievale, che occupa un'area pressocchè ellissoidale formata da nove schiere parallele disposte in senso est-ovest e incentrate sull'oblunga piazza Mazzini, dove affacciano i principali edifici religiosi e il Municipio. Lungo via dell'Isola Romana, corrispondente al settore occidentale dell'abitato medievale, si apre porta Sant'Angelo, l'unica porta del castello ben conservata, che conduceva alla Pieve di Sant'Angelo. Riedificata nel 1480 sotto la signoria dei Baglioni, la chiesa, oggi sconsacrata, affaccia su piazza Umberto I e presenta i lati e la parte posteriore in gran parte inglobati nelle costruzioni più recenti. Ad unica navata con facciata realizzata a blocchetti rosa e bianchi del Subasio presenta una copertura a capanna con un solo ingresso sormontato da un rosone chiaramente tagliato da una finestra rettangolare più recente. Dopo aver subito ingenti danni a seguito del sisma del 1997, il Comune ha recentemente acquistato la proprietà della chiesa per poter avviare l'intervento di ristrutturazione. Nell'interno, oltre a numerosi affreschi, era in origine collocato il polittico di Sant'Angelo eseguito nel 1499 da Niccolò Alunno.

L'opera, dopo essere stata trasferita nella trecentesca ex chiesa di Santa Croce in piazza Mazzini, è oggi ospitata nell'attigua chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo e raffigura in alto Padre Eterno e Annunciazione, al centro Madonna con il Bambino e i santi Sebastiano e Michele, nella predella Pietà e santi. La chiesa di Santa Croce, che perse il titolo di parrocchiale con la consacrazione nel 1962 della nuova chiesa di San Michele Arcangelo, fu eretta nel XIII secolo e presenta la facciata a fasce alternate di calcare rosa e bianco del Subasio disposti alternati. Al suo interno, ampiamente rimaneggiato, erano conservate, oltre al polittico, interessanti opere d'arte dei secoli XV-XVII, come gli affreschi della scuola di Bartolomeo Caporali e San Luca di Tiberio d'Assisi (1515).
All'angolo di via Roma con via Veneto è situata la chiesa di San Rocco eretta all'inizio del XVI secolo. L'interno, a navata unica, custodisce il verso, malamente restaurato, dello stendardo di Bernardino Mariotto in Santa Croce, due tele di Dono Doni e il recto e il verso dello stendardo della Madonna dei Raccomandati (Madonna con i devoti, Discesa di Cristo al limbo). Si consiglia la visita alla chiesa di San Paolo presso il cimitero comunale, già annessa allo scomparso monastero benedettino dove si rifugiò santa Chiara. L'edificio romanico, realizzato in pietra del Subasio, ha l'abside riferibile all'XI secolo.

Oggi Bastia Umbra ospita uno dei centri fieristici (Umbria Fiere) più ampi del centro Italia, confermando quella vocazione mercantile presente sin dalle origini.

Per informazioni turistiche:
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica del Comprensorio Assisano
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Tel. 075.812534 / 8138680 - Fax 075.813727
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Bibliografia
T.C.I. (2004), Umbria, Milano, Touring Editore.
Guarino F. (a cura di) 2003, Con i piedi per terra. Per una rappresentazione della dinamica del territorio di Assisi e Bastia attraverso le carte d'archivio (secc. XIII-XIX), Accademia Properziana del Subasio, Assisi - Bastia Umbra.
Cioci A. (1984), Bastia Umbra. Guida della città, Bastia Umbra, Diemme.
Astengo G. (1966), Il Piano Regolatore di Bastia, Venezia, IUAV.

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