Todi
TODI  PG
Altitudine: 400  Contesto: collina  Centro: medio

Todi (m. 400), l’antica Tuder,  nome di origine etrusca che significa “confine”, è situata su un’altura circondata dai torrenti Naia e Rio, affluenti del Tevere che scorre pochi chilometri a ovest della città. Proprio alle acque del Tevere, secondo i geologi, si debbono gli strati di argilla turchina e i ciottoli alluvionali che originano il suo colle. Su quello l’aquila della leggenda avrebbe rivolto il volo augurale, indicando alle primitive popolazioni umbre il luogo ove edificare la città. Per la sua posizione di confine Todi fu uno dei centri più importanti dell’Umbria antica: ebbe infatti continui contatti con le popolazioni dell’Etruria , stanziate a ovest del Tevere, con il mondo umbro-italico, nel bacino del Nera, e con i Piceni, aldilà dell’Appenino. Dopo alterne vicende entrò nella sfera di influenza romana ottenendo cittadinanza e monetazione (89 a.C.) mentre in età augustea divenne Colonia Julia  e subì un’importante trasformazione urbanistica e edilizia.
Il nucleo cittadino umbro-etrusco si ergeva originariamente tra i due picchi del colle, oggi occupati  dalla cattedrale e dalla chiesa di San Fortunato. In epoca romana, la profonda vallata che li divideva, fu chiusa da enormi muraglioni in travertino che fecero da sostruzione al foro artificialmente ricavato sopra a nove gigantesche cisterne  intercomunicanti nell’area in cui oggi sorge la piazza del Popolo. Di epoca umbro-etrusca è anche la prima cinta muraria realizzata con grossi blocchi di travertino di cui restano tracce in più punti della città mentre di epoca romana  sono il secondo giro di mura, i Nicchioni, e il Teatro.
Il messaggio evangelico, risalendo la Flaminia, arrivò anche a Todi e Terenziano fu il primo martire della città. Altrettanto celebre fu Fortunato, il vescovo che difese Todi dall’invasione dei goti, poi divenuto patrono della città.
Nel XII secolo Todi diventò libero Comune.
Nel 1202 fu istituita la carica del podestà e nel 1275 fu emanato il primo statuto. Fra XIII e XIV secolo la città assunse il suo aspetto definitivo: fu costruita la Piazza del Popolo, che ricalca lo spazio del foro romano, con i palazzi Pubblici (palazzo del Capitano del Popolo, il palazzo del Podestà e il palazzo dei Priori) e il duomo di Santa Maria Assunta; poco distante si iniziò a costruire la chiesa di San Fortunato terminata  nella metà del Quattrocento.
Nello stesso periodo attorno al nucleo centrale si espansero prima gli ordini religiosi e poi i borghi (Borgo Nuovo, Borgo Ulpiano e Borgo di Porta Fratta) che vennero inclusi nella terza ed ultima cerchia di mura . La costruzione di queste mura avvenne nel momento di massima espansione della città: Todi aveva conquistato, pochi anni prima, Amelia e Terni.
A questo periodo risalgono anche il rinnovamento della chiesa di San Carlo, in origine dedicata a Sant’Ilario, la chiesa Santi Filippo e Giacomo, destinata a diventare una sede museale.
Nel tardo XIV e nel XV secolo la storia di Todi segue le vicende caratteristiche delle altre città umbre: edificazione di una fortezza papale da parte del Cardinale Albornoz (1373) sopra un tempio romano dedicato a Giove, predominio di diverse famiglie tra cui ricordiamo i guelfi Atti, il cui palazzo affaccia su piazza Garibaldi, e i ghibellini Chiaravalle.
Alla fine del Cinquecento Todi fu annessa da papa Alessandro VI con il concorso militare del figlio Cesare Borgia allo Stato Pontificio. Da questo momento per un secolo la vita della cittadina fu dominata dalla famiglia Cesi, i cui esponenti furono per quattro volte consecutive vescovi delle diocesi tuderti.

Ad Angelo Cesi, vescovo dal 1566 al 1606, spetta il grandioso progetto di rinnovamento urbano, con la costruzione della “Rua” o Ruga (oggi corso Cavour), della fonte Cesia , del palazzo Vescovile e del Palazzo Cesi oltre che l’avviamento della costruzione della chiesa del Santissimo Crocifisso, ad un chilometro e mezzo dal centro della città, e il compimento della chiesa di Santa Maria della Consolazione, iniziata nel 1508 su progetto forse di Bramante.
Come tante altre città pontificie a partire dal XVII secolo anche Todi venne relegata ad un ruolo marginale fino a quando con la riforma degli Stati Romani del 1809  venne messa a capo di un vasto Circondario che comprendeva Amelia, Orvieto, Acquapendente, Ficulle e Marsciano. Durante la Restaurazione e fino all’Unità d’Italia, Todi, ebbe un ruolo importante nelle vicende che portarono l'Italia alla liberazione. Dopo il passaggio di Garibaldi sino alla Terza Guerra d’Indipendenza, molti todini indossarono la camicia rossa e combatterono per l’Unità d’Italia.


Per informazioni:
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica - IAT del Comprensorio Tuderte
Piazza del Popolo, 38-39 - 06059 Todi (Pg)
Tel. 0758956227 - 0758942526
info@iat.todi.pg.it


Bibliografia
Giorgetti D. (1984), Umbria. Itinerari archeologici, Roma, Newton Comton editori.
Mancini F. (1986)Todi e i suoi castelli, pagine di storia e di arte, Perugia.
Zimmermanns K. (1990), Guide d’Arte e di Viaggio. Umbria,  Milano, Idealibri S.P.A.
Grassetti C. (1992), Todi e dintorni. Guida turistica a colori con pianta della citta del territorio, Todi.
T.C.I, (2004), Umbria, Milano, Touring Editore.
Regione Umbria (2005), Musei in Umbria, Perugia, Regione Umbria.

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