Chiesa di San Fortunato
Viale Marconi  06036  MONTEFALCO  PG 
rurale

Dove si trova
Tra le più antiche della regione, la pieve di San Fortunato, sorge in ambiente collinare, al limite dell’area urbana, circondata da un bosco secolare di elci. Distante circa un chilometro dal centro storico, si trova sulla strada che da Montefalco porta verso castello di Fabbri e Trevi.

Un tempo fu
Fu edificata nel luogo dove, nel IV secolo, sorgeva una basilica romana. Intorno al 1442 frate Antonio da Montefalco ottenne il permesso di costruire un convento sulle antiche rovine e, da quel momento, vi s'insediarono i frati minori.

Perchè visitarla
San Fortunato è, insieme a santa Chiara, patrono di Montefalco. La chiesa a lui dedicata è interessante sia da un punto di vista artistico che paesaggistico. Immersa all’interno di un parco secolare consigliamo di visitarla nel periodo primaverile per apprezzare, passeggiando, anche la bellezza della natura umbra in fiore. All’interno del parco, da vedere, le grotte comunemente note con il nome di “San Fortunato”: vani scavati nell’argilla, tra cui, quello centrale a forma di croce, probabilmente usato come oratorio. Esemplare antichissimo e quasi unico, forse cella del santo come si ricorda in un’antica leggenda.

Descrizione
La chiesa, di impianto romanico, risale, in parte, al XII secolo. A navata unica è coperta da volta leggermente ogivale terminante con un’abside quadrata aggiunta nei restauri del 1339. La facciata prospetta su un ampio quadriportico, ricostruito nel XV secolo, sul cui lato nord sorge la cappella delle Rose edificata anch’essa nella stessa epoca.
La chiesa fu uno dei luoghi religiosi più importanti della diocesi spoletina durante il Medioevo e il primo Rinascimento. Costituiva il centro di un sistema territoriale da cui dipendevano circa cinquanta chiese. Circondata da boschi con grotte già usate per i riti pagani, la chiesa originaria fu edificata agli inizi del IV secolo in onore dell’evangelizzatore san Fortunato, morto intorno al 390, le cui reliquie vi furono traslate nel 422. Dall’VIII secolo accanto alla pieve è documentata una fortezza longobarda, successivamente controllata dai vescovi di Spoleto. Nel 1383 il sito, insieme alla città di Montefalco, fu sotto la famiglia Trinci di Foligno. Nel 1439, caduta la dittatura dei Trinci, la cittadella fu abbattuta. Ridotta a rudere, la chiesa fu ceduta pochi anni più tardi ai francescani che vi ricostruirono un monastero per opera di fra Antonio da Montefalco, generale provinciale dell’ordine dell’Osservanza. Già riformatore del monastero perugino delle clarisse di Monteluce, inviato in Abruzzo come paciere, frate Antonio fu personaggio di spicco all’interno del clero, tanto che nel conclave del 1455 fu sul punto di essere eletto papa.

Anche se più volte rimaneggiata, la chiesa è preceduta da un cortile a portico quattrocentesco che reimpiega alcune colonne di spoglio provenienti dall’antica basilica. Il portale e l’interno, a navata unica, conservano importanti affreschi del fiorentino Benozzo Gozzoli. Firmati e datati 1450, costituiscono la prima opera di un certo rilievo singolarmente affrontato dall’artista dopo un periodo di intensa collaborazione con l’Angelico, nonché il banco di prova per la successiva commissione del ciclo absidale della chiesa di San Francesco, sempre a Montefalco. Il programma della decorazione esprimeva il tradizionale culto francescano per la Vergine e rifletteva la devozione di Montefalco a san Fortunato. Il tema mariano era inaugurato dalla lunetta del portale con la Madonna con Bambino tra i santi Francesco e Bernardino da Siena e angeli, continuato con la frammentaria Madonna con Bambino e angeli e concluso con la tavola raffigurante l’Assunzione, in origine sull’altare maggiore. Erroneamente attribuita al Beato Angelico, quest’opera fu donata nel 1848 a papa Pio IX dal Comune di Montefalco in cambio del titolo di «città». L’affresco con San Fortunato, oggi collocato nell’altare della chiesa, e il sarcofago-reliquiario di san Severo rendevano omaggio al patrono di Montefalco e al donatore della chiesa.
Oltre agli affreschi del Gozzoli particolare interesse riveste la decorazione della cappella di San Francesco, o delle Rose, opera che il peruginesco Tiberio di Assisi realizzò nel 1512. Il ciclo raffigura alcuni Episodi relativi all’Indulgenza della Porziuncola; degli stessi cartoni il pittore si servirà nel 1516 per gli analoghi affreschi dipinti nella omonima cappella alla Porziuncola.
All’interno del convento si conservano due sarcofagi cristiani con coperchio a doppio spiovente e numerose iscrizioni funerarie di età romana, di cui è ignoto il luogo di rinvenimento. Altre iscrizioni originariamente conservate nel convento sono ora esposte nel museo Civico di Montefalco.
Nei pressi della chiesa, nell’attiguo bosco, si possono visitare, scavate nella roccia, le grotte di San Fortunato e un oratorio sotterraneo di epoca paleocristiana cui può riferirsi il mito longobardo di fondazione.

Curiosità
La leggenda del santo titolare fu scritta dal longobardo Audelao alla fine del VII secolo e narra che Fortunato, evangelizzatore vissuto nel IV secolo, alla sua morte venne sepolto in un campetto, dove alcuni anni dopo il magister militum Severo fece costruire, in suo onore, a seguito di una grazia ricevuta, la basilica consacrata dal vescovo di Spoleto intorno al 402 nella quale fu poi deposto il corpo del santo.
Di questa restano le quattro colonne antiche romane riadoperate nel quadriportico antistante la chiesa. Accanto all’edificio religioso sorgeva un castello che appartenne ai duchi longobardi di Spoleto e successivamente passò all’episcopato spoletino fino ad arrivare, in un terzo momento, alla camera apostolica pontificia, che lo trasformò nella sede dei rettori del ducato spoletino (1320 - 1355). Successivamente alla caduta dei Trinci, signori di Foligno che tiranneggiarono su Montefalco nel 1439, il castello fu distrutto a furore di popolo.
Sulle sue rovine, tra il 1442 e il 1448, venne edificato il convento dei frati Minori dell’Osservanza Francescana.

Informazioni e consigli utili

Montefalco è raggiungibile in auto tramite l’autostrada del Sole, uscita Valdichiana provenendo da nord e uscita Orte provenendo da sud.

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Foligno, distante solamente dodici chilometri da Montefalco, raggiungibile con la linea ferroviaria Roma – Firenze, fermata Terontola, prendendo poi la coincidenza per Foligno. Da qui raggiungere la città con mezzi pubblici.
Montefalco dista cinquanta chilometri dall’Aeroporto Internazionale dell’Umbria di Sant’Egidio. Questo è collegato con l’aeroporto di Milano Malpensa tramite due voli giornalieri.

Per ulteriori informazioni
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica - IAT del Comprensorio Folignate-Nocera Umbra

Corso Cavour, 126 - 06034 Foligno
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