Orvietano
Nell’Umbria sud-occidentale, tra la media Valle del Tevere e il Trasimeno-Pievese, a nord delle Gole del Forello-Lago di Corbara (Teverina), si stende sino ai confini con l'Alto Lazio, il territorio dell’Orvietano: un paesaggio prevalentemente collinare, percorribile lungo la vecchia strada statale (SS71) che da Viterbo, passando per Orvieto, raggiunge Città della Pieve e Cortona (Toscana), oppure correndo sull’autostrada Firenze-Roma o sulle linee ferroviarie, assi di comunicazione longitudinale che collegano le due valli fluviali principali: la Valle del Chiani e la Bassa Valle del Paglia, che si uniscono in corrispondenza di Orvieto. Più a sud, la confluenza nel Tevere, quasi chiusa tra le vie di comunicazione, a poca distanza dal lago artificiale di Corbara (Baschi), segna il punto di passaggio verso il territorio della Teverina.
Terra abitata sin dall’età del paleolitico, ma soprattutto terra degli etruschi, di cui Orvieto fu la città più importante; una presenza umana ampia e diffusa, testimoniata dai numerosi ritrovamenti archeologici, i più consistenti dislocati nei dintorni di Orvieto e nei fertili territori vulcanici. Ancora oggi, l’agricoltura, di cui è nota la produzione di vini di alta qualità (Orvieto D.O.C.), rappresenta, assieme al turismo culturale, il settore economico trainante, ma l’orvietano, nonostante la sua ottima accessibilità, continua a perdere popolazione e a dipendere funzionalmente da aree limitrofe.
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