Amerino

La collocazione geografica
Tra la conca di Terni-Narni, la media Valle del Tevere e i Monti Martani, a sud-est della regione, è possibile apprezzare il paesaggio dell’Amerino, con le sue dolci colline che si dispiegano in un contesto boschivo tra i più pregiati e ricchi dell’Umbria.

L’insediamento antico
Il fulcro storico dell’insediamento umano è Amelia: antica città umbro-italica, celebrata da Virgilio, posta con le sue imponenti mura poligonali preromane sulla sommità di un colle calcareo, allungata su un’antica strada di crinale. Amelia rappresenta una testimonianza eccezionale di una secolare stratificazione di elementi architettonici e spaziali (dall’età della Roma imperiale fino al ‘500-‘600).
A pochi chilometri c’è Avigliano, centro sorto anticamente in corrispondenza di un importante nodo stradale, con una fisionomia attuale quasi completamente moderna, preponderante rispetto al piccolo nucleo storico; e Montecastrilli, con il suo impianto urbanistico a forma quasi circolare, roccaforte a presidio delle terre Arnolfe, che offre a chi lo visita un patrimonio non comune e interessante di antiche chiese urbane e rurali.
Numerosi sono anche i piccoli borghi medievali, prevalentemente collinari, come Toscolano, riconoscibile dalla cortina edilizia più esterna quasi perfettamente circolare.
Quasi tutti cinti da mura turrite, in alcuni casi ancora integre (Collicello), in altri casi solo parzialmente sopravvissute (Foce, Fornole, Macchie, Montecampano, Sambucetole, Porchiano del Monte), oppure completamente scomparse (come a Farnetta): tutti presidi con il ruolo di avamposto a controllo del cosiddetto “corridoio bizantino”, racchiuso tra le terre longobarde della Tuscia (a ovest) e il Ducato di Spoleto (a est), che metteva in relazione Roma e l’esarcato di Ravenna, oltre  che dell’antica via Amerina (III secolo a.C., dal nome della città di Amelia), una strada romana secondaria alternativa alla Flaminia, che acquistò un ruolo rimarchevole nell’Alto Medioevo. Con  un tracciato prevalentemente rettilineo, spesso “tagliato” in trincea (che in alcuni tratti si può ancora percepire), si distaccava dalla via Cassia e si dirigeva a nord verso Perugia, passando per Amelia dopo un probabile percorso di crinale.
Oltre ai borghi e castelli, costituiscono elementi di identità di questo contesto di paesaggio, spesso ignorato o sottovalutato dai circuiti turistici più noti e tradizionali, le imponenti rocche, come quella, avvolta nel mistero, che domina il piccolo centro di Sismano, isolato nel contesto rurale; o di Forte Cesare, costruita probabilmente da Cesare Borgia nei dintorni di Montecastrilli, con il suo attuale aspetto austero di palazzo nobiliare.

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