Il farro, (triticum dicoccum), si semin a in alta collina ottobre - novembre, in alta quota fine inverno - inizio primavera, permesso dal fatto che l’ecotipo dell’areale umbro è “alternativo”.
Il periodo di raccolta luglio – agosto con mietitrebbiattura . Seguono le fasi di “ sbramatura” e confezionamento del prodotto.
Il nome significa biada in latino ed è un tipo particolare di frumento, che era largamente coltivato in epoca romana. In seguito venne quasi abbandonato e solo da poco è stato riscoperto per molte preparazioni.
E' una graminacea, dal fusto eretto e resistente e dalla foglia lineare, che cresce nelle zone di montagna. In alcune aree dell'Umbria, e a Monteleone di Spoleto in particolare, la coltivazione del farro non è mai scomparsa.
Per la festa del santo patrono, San Nicola di Bari, che cade il 6 Dicembre, viene preparata la tipica minestra di farro. Non a caso, da sempre la minestra di farro veniva consigliata a vecchi e bambini, più soggetti ai rischi della denutrizione.
In Umbria come nelle Marche, vengono coltivate le varietà di un tempo, particolamente apprezzate per la produzione di farro biologico e assai ricercate per il gusto e la ricchezza di fibre.